DiSTA, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroambientali

Area di Entomologia "G. Grandi"

FACOLTA' DI AGRARIA UNIVERSITA' DI BOLOGNA

Gli insetti delle piante forestali e inurbate
Piero Baronio

Pino






Indice degli alberi


Home Entomologia

Processionaria del Pino
Thaumetopoea pityocampa Denis Schiffermuller (Lepidoptera Thaumetopoeidae)
Sintomi - Scheletrizzazione degli aghi, intensa defogliazione e presenza di nidi sericei estivi piuttosto lassi e di limitate dimensioni e nidi autunno-vernini più grandi, compatti e piriformi.
Descrizione.
Adulti: di colore fondamentalmente grigio brunastro, con le ali anteriori di un grigio più o meno intenso e tre fasce trasversali scure, più marcate nei maschi; quelle posteriori sono bianche con una macchia nera sul margine interno. Il corpo è di colore bruno arancione con folti peli grigiastri sul torace; l’addome della femmina termina con un ciuffo di peli squamosi di tinta grigio argentea. Quest'ultima ha apertura alare di 40 mm che nel maschio si riduce a 30 mm.
Larve: nei primi stadi si presentano di colore giallo-verde con capo nero mentre dalla III età il corpo diventa bruno-rossastro con sul dorso ciuffi di peli arancioni e piccole cavità su ogni segmento addominale, dette specchi, in cui sono inseriti corti peli urticanti di colore rosso fulvo. La lunghezza a maturità è compresa fra 30 e 40 mm.
Biologia - Il ciclo è generalmente annuale, ma può diventare pluriennale in seguito al prolungarsi dello stato di diapausa della crisalide nel terreno. La brutta stagione è trascorsa dalle larve di III o IV età riparate all'interno del nido invernale. Gli adulti che sfarfallano al crepuscolo a partire da luglio, fino a settembre, hanno vita molto breve (24 ore), le femmine inseminate depongono circa 300 uova che dispongono elicoidalmente attorno a due aghi, terminata l’operazione, ricoprono il manicotto con squame dell'addome. La schiusura delle uova avviene tra la fine di agosto e i primi di settembre e le larve neonate, che conducono vita gregaria, cominciano a rodere il margine delle foglie, prossime all'ovatura, poi si spostano e costruiscono dei piccoli nidi lassi di fili sericei che inglobano gli aghi di cui si nutrono. Gli individui dei successivi stadi larvali rodono le foglie completamente risparmiando o meno la sola nervatura. La partenza dal nido e il trasferimento nei luoghi di nutrizione e il ritorno al nido avviene mantenendosi in fila indiana.
Con l'approssimarsi dell'autunno larve provenienti da più ovature si riuniscono per costruire i nidi entro cui trascorrere l'inverno. In marzo queste, dopo un periodo di ridotta attività, diventano più voraci. Le larve, giunte a maturità in aprile, o anche prima se l'inverno è stato particolarmente mite, lasciano il nido, guidate da una femmina, disponendosi in fila indiana a formare una processione che raggiungere il terreno dove si muove alla ricerca di un luogo adatto all'incrisalidamento. Trovato il sito le larve sprofondano 8-10 cm, tessono un bozzolo e differenziano la crisalide. Queste rimangono in uno stato di diapausa che può durare per alcuni mesi fino a tre-quattro anni, determinando così la comparsa di cicli poliennali che affiancano quello annuale. Le gradazioni di solito hanno una durata che varia tra otto e dieci anni.
Periodo di dannosità - Da fine agosto primi di settembre ad aprile dell'anno successivo.
Tecniche di risanamento - Gli interventi chimici e microbiologici devono essere rivolti contro le giovani larve utilizzando Diflubenzuron, o Bacillus thuringiensis var. kurstaki nei mesi di settembre-ottobre. Si può ricorrere anche alla raccolta e distruzione dei nidi invernali da eseguirsi da novembre a febbraio. La lotta è obbligatoria (D.M. 17 aprile 1998).